Museo Francesco Gonzaga


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Gli Arazzi Millefiori

La rara serie di arazzi, proveniente dal palazzo vescovile, che qui viene esposta è stata mostrata al pubblico più di trent'anni fa, durante l'esposizione dedicata a Pisanello nel Palazzo Ducale di Mantova nel 1972.

Si definiscono "millefiori" quegli arazzi che presentano per la totalità o quasi dello sfondo un intrico fittissimo di piccoli fiori e foglie ed in genere elementi vegetali tra i quali sono a volte inseriti e quasi nascosti animali reali o fantastici. Su tale sfondo si presentano spesso stemmi araldici oppure scene di soggetto bucolico, cortese o cavalleresco. Creati da artigiani fiamminghi o francesi contribuiscono a definire quello stile artistico che prende il nome di gotico cortese; ciò nonostante ebbero una straordinaria diffusione in tutta Europa ed in particolare in Italia ben oltre a quel periodo, sono infatti prodotti anche in pieno Rinascimento fino al XVI secolo.

Gli arazzi esposti hanno una forma orizzontale molto accentuata che consente di ipotizzarli come "spalliere" ovvero come coperture per le sezioni più basse delle pareti, solitamente poste al di sotto delle aree affrescate: la famiglia Gonzaga, infatti, come testimonia l'inventario dei beni del capitano del popolo Francesco I, redatto nel 1407, già possedeva decine di paramenti, capoletti e bancali di moda francese. In tempi più vicini ai nostri, purtroppo furono, utilizzati come tappeti per coprire l'area del presbiterio della basilica palatina di santa Barbara e per questa ragione presentano aree consunte e danneggiate.

Tuttavia ancora oggi si possono ammirare la finezza formale e gli accenti naturalistici dei tre arazzi, indicazioni del raffinato clima di gusto cortese nel quale furono eseguiti. Tra le caratteristiche salienti va menzionata la realizzazione di pitture a tempera collocate sulla tessitura che produce un dialogo tra la decorazione coloristica in superficie e l'illusione di uno spazio che affiora, retrostante, sul piano delle cortine di fiori e foglie. Forti Grazzini, in occasione della recente mostra a Palazzo Te, ha provveduto a datare i tre preziosi tessuti, collocandone la realizzazione presso le manifatture fiamminghe della città di Bruges durante il primo ventennio del XVI secolo. Rara testimonianza dell'ostinato perdurare di un gusto tardo-medievale in concomitanza con l'ormai trionfante Rinascimento.

Riferimenti bibliografici:
AA.VV.,
Pisanello alla corte dei Gonzaga (catalogo della mostra), Venezia 1972; Guy Delmarcel (a cura di), Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento (catalogo della mostra), Milano 2010.

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