Museo Francesco Gonzaga


Vai ai contenuti

B1

Anteprima Museo


Armatura da uomo d'arme composita
B1
1450-160

L'insieme rappresentato dalla Armatura B1 conservata presso il Museo Diocesano Francesco Gonzaga racchiude in sé le "pezze" d'arme più datate tra quelle rinvenute sui manichini dei soppalchi del Santuario di Santa Maria delle Grazie.
Nella attuale composizione, risalente agli ani '70, l'architetto Lionello Boccia, modificò quello che era stato il primo assetto dell'armatura, ricomposta gli anni '30 da James Gow Mann, lo studioso inglese che riscoprì le armature, sostituendo in toto le parti inferiori con gli attuali "arnesi" e "schiniere" (le parti superiori ed inferiori delle difese delle gambe) con quelle già abbinate alla armatura B3. Ne è risultato un assemblaggio che, pur essendo composito, vale a dire formato da pezze non omogenee tra loro, presenta almeno caratteristiche formali compatibili e, soprattutto, l'epoca della costruzione delle varie parti è circoscritta in un arco temporale di non più di un decennio.
Cominciando la descrizione dall'elmetto a "becco di passero", questo presenta caratteristiche quali la curvatura del mento, la forma dei guanciali ed il loro scavo centrale che lo fanno ritenere tra i due più antichi tra quelli delle Grazie, e databile intorno alla metà del '400. All'elmetto è stato accoppiato un guardacollo volante trattenuto da un "coietto". Un occhio attento si avvede che questa applicazione, così come è proposta, è poco protettiva, poiché risente della carenza della "baviera", la pezza difensiva che doppiava la protezione del volto (vedasi il ritratto in armi del duca Federico da Montefeltro di Pedro Berruguete).
Il petto, dotato di una piastra che ne doppia lo spessore (la "panziera) e la schiena, con lame dall'andamento acuto, si collocano anch'essi nel torno di tempo tra il 1450 ed il 1460, risultando molto simili ad altri conservati nei musei europei e di datazione certa, come l'armatura di Friedrich il Vittorioso e quella di Roberto da Sanseverino al Kunthistorisches Museum di Vienna o di Galeazzo d'Arco nell'armeria di Churburg.
Gli spallacci, qui accoppiati, facevano parte di due armature distinte. Quello destro presenta una piccola buffa ed è costolato in mezzeria, mentre il sinistro presenta una costola trasversale, con una "buffa" (risvolto per deviare i colpi) di discrete dimensioni. Le "ali" degli spallacci si sovrappongono per poco sulla schiena, rimanendo tagliate abbastanza alte. Anche i bracciali non sono in coppia, ma discretamente compatibili. Le protezioni dei gomiti, le "cubitiere", presentano ampie alette e profilo aguzzo conico nella zona del gomito, ma mentre quella destra ha alette lisce, quella sinistra, più ampia, ha due costolature che seguono il profilo superiore dell'ala.
La protezione anteriore prosegue con una falda di quattro lame, carente purtroppo dei fiancali, mentre la falda posteriore col "batticulo" è andata perduta.
Gli "arnesi" ovvero le protezioni superiori delle gambe, comprendenti cosciali e ginocchielli, hanno una sola lama di lunetta, mentre i ginocchielli sono di forma arrotondata con ali laterali fortemente imbutite. Caratteristica unica di questi ginocchielli è la presenza di una lama alla quale è fissata una frangia di anelli, avente mera funzione ornamentale. Sebbene questo uso sia molto documentato in quadri ed affreschi dell'epoca, questo paio di arnesi è l'unico, tra le armature italiane della metà del '400, a possederla ancora. Termina l'armatura una coppia di schiniere dal bel modellato con ancora unite le due scarpe di maglia.
Questa proposta di assemblaggio, costituita da pezze di acciaio con cuoio, pesa poco meno di 23 chilogrammi ed una volta indossata permetteva una buona mobilità e la possibilità, per il cavaliere, di rimontare agevolmente a cavallo. Per la forma delle sue componenti è da considerarsi come armatura di tipo guerresco, adatta ad un uomo alto circa 165 - 168 cm e del peso di 65 kg.


Alberto Riccadonna

Home Page | Storia del museo | Mappa | La sede | Il titolare | Lavorano al museo | Anteprima | Anteprima Museo | Percorsi di visita | Servizi | Mostre ed eventi in corso | Dove siamo | Link utili | In programma | Catalogo | Archivio eventi | Mappa del sito




Torna ai contenuti | Torna al menu