Museo Francesco Gonzaga


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Sala riproduzioni tattili

Percorsi di visita


Sala delle Riproduzioni Tattili

Inaugurazione
sabato 11 settembre 2010
ore 11.00

Nell'ambito delle sue finalità istituzionali, volte ad agevolare l'accesso all'arte di quanti, per le più diverse ragioni, ne sono spesso lontani, il Museo Diocesano Francesco Gonzaga completa l'allestimento della "sala delle riproduzioni tattili", specificamente pensata per non-vedenti e ipovedenti.
Essa presentava già una serie di dipinti del Museo, riprodotti in rilievo, ed oggi espone una serie di sculture, costituita da copie di opere antiche e da pezzi originali. Ogni soggetto è accompagnato da un album che lo illustra in caratteri braille e da una audioguida che suggerisce dove e come porre le dita per percepire i caratteri salienti dell'opera in esame. Questi i soggetti.

Dipinti:
-
Ritratto di Matilde di Canossa, da un originale del Parmigianino.
-
Santa Tecla, dalla tela per il duomo di Girolamo Bedoli Mazzola.
-
Ritratto di Francesco I re di Francia, da un tondo a smalto Limoges.
-
Trasfigurazione, da un arazzo parigino del 1598.
-
La Madre del Redentore, da un dipinto della seconda metà del XVI secolo.
-
Il martirio di Santa Apollonia, da un olio su rame, copia da Guido Reni.
-
Il sogno di San Romualdo, da una tela di Giuseppe Bazzani.
-
Sebastiano e Irene da un dipinto di Lanfranco Frigeri.

Sculture
- Testa della statua romana della
Vittoria alata (originale, nei musei di Brescia).
- Scultura rinascimentale:
Madonna col Bambino di Antonio Begarelli (originale, nei musei di Modena).
-
Putto in bronzo, esempio dell'arte barocca.
-
Calice e Pisside, ottocenteschi.
- Quattro grandi
medaglie di soggetto mantovano.
-
Volto di Cristo in marmo, di Augusto Nordera.
-
Rilievo novecentesco di arte astratta.


La sala, inserita nel normale percorso museale, è accessibile a tutti i visitatori, nel duplice intento di sensibilizzarli alle problematiche dei non-vedenti, e di sperimentare un diverso modo di percepire le componenti delle realizzazioni artistiche. L'allestimento è stato curato dall'arch. Paolo Tacci. Il Museo Diocesano esprime inoltre riconoscenza alla signora Carla Somensari per la fattiva collaborazione.

Al realizzazione della sala, che ha ben pochi riscontri nei musei italiani, hanno concorso il Centro del Libro Parlato di Feltre, la Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona,
il Rotary Club di Mantova e gli Amici di Palazzo Te e dei musei mantovani.


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