Menu principale:
Anteprima Museo
Maison Samson
XIX sec. (ultimo quarto)
Trittico formato da sei placchette in smalto dipinto policromo su rame
Natività; Adorazione dei Magi; Circoncisione; Dio Padre; Due angeli adoranti
Placca centrale: 14x11
Placca sinistra: 14,1x11
Placca destra: 14,2x4,8
Placchetta superiore centrale: 6,3x10,1
Placchetta superiore sinistra: 5,8x4,1
Placchetta superiore destra: 6x4,4
Inv. 63
Le placchette vennero eseguite presso la Samson, fondata nel 1845 da Edme Samson (1810-1891), inizialmente per la porcellana dipinta e dall'ultimo quarto del XIX secolo anche per la riproduzione di smalti dipinti limosini del Rinascimento, atelier che realizzò anche il fastoso Retablo raffigurante la Crocefissione, con episodi della Passione di Cristo e i ritratti di Francesco I di Francia con la moglie Claudia di Francia, custodito nel Museo e presentato nella scheda del mese di maggio 2010.
Le sei placchette dovevano essere destinate originariamente a formare un trittico. La rappresentazione dei Re Magi, di Maria e il Bambino nella scena centrale con l'Adorazione, sono una rielaborazione dei personaggi nella nota stampa con l'Adorazione eseguita da Martin Schongauer (ca. 1441-1491), trasformata in una scena notturna. Le immagini nei due antelli laterali, figurativamente unite alla placchetta centrale per via di un pavimento mattonellato, sono invece copiate dalle scene nelle due ali laterali di un trittico in smalto dipinto (28x38,5) all'Ermitage di san Pietroburgo, assegnato alla bottega del 'Maestro dalle larghe fronti', un nome coniato da Marquet de Vasselot sulla base dei tratti stilistici caratterizzanti le opere di questo maestro limosino attivo all'inizio del XVI secolo, individuabili nelle alte fronti e nei piccoli occhi dei personaggi rappresentati. Il Bambino presentato nella placchetta mantovana di sinistra e la forma della cesta in cui è deposto, sembrano invece replicare quanto nel trittico eseguito da Nardon Pénicaud (o dal 'Maestro del Trittico di Orléans'), con la Natività e l'Annunciazione (ca. 1530), al Museo del Bargello di Firenze. Rispetto agli originali, nelle due antelle di Mantova vengono moltiplicati i dettagli ornamentali sugli abiti dei personaggi, ottenuti con gocce di smalto, anche inserendo vistosi motivi margheritiformi rilevati.
Paola Venturelli
Riferimenti bibliografici: P. Venturelli, Smalti dipinti Limoges, Mantova 2010, n. 10.