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Anteprima Museo
I santi Biagio e Francesco
Due dipinti a tempera su tavola
Pittore emiliano della metà del XV secolo
I due dipinti provengono dalla chiesa parrocchiale dell'Immacolata Concezione di Suzzara, che dal 1854 sostituisce l'antica chiesa, eretta nella prima metà del Quattrocento, dedicata al patrono, san Biagio. Per questo motivo si è riconosciuto nel vescovo, che non presenta alcun particolare elemento iconografico, il santo martire armeno.
Le due tavole, ridotte rispetto alle dimensioni originali, sono tagliate ai lati ed in basso ma mantengono identità stilistica come dimostrano le medesime partiture decorative, realizzate a bulino, con disegno geometrico a losanghe su fondo d'oro; elementi, questi, che permettono di formulare l'ipotesi che facessero parte di un polittico ormai disperso. Pressoché ignorati dalla critica sono stati attribuiti ad un anonimo maestro emiliano del Quattrocento sulla base di riscontri iconografici che li avvicinano a opere modenesi di poco precedenti, come la cappella di Santa Caterina nella medievale chiesa di Santa Maria in Castello a Carpi.
La durezza nelle pieghe delle vesti, la mancanza di spessore tridimensionale delle figure stagliate sul fondo dorato, una certa rigidità dei volti nonostante siano presenti timide lumeggiature sugli zigomi, sono segni di una distanza stilistica e culturale dai maggiori centri di produzione artistica dell'epoca e di un conseguente attardamento nel lessico compositivo tipico delle aree rurali. Tuttavia si riscontra quel gusto tardo-gotico figlio della cultura cortese del tempo nella ricerca di raffinatezza nei particolari: ne sono esempi, la lavorazione di stile miniaturistico a bulino dell'oro delle losanghe e i gli elementi vegetali, pure dorati, che si stagliano sul piviale rosso del vescovo, o infine ancora, la doratura posta al centro del fiore che ne orna la chiroteca.
Bruno Cavallaro
Riferimenti bibliografici: A. Garuti e G. Martinelli Braglia, Beni artistici nell'Oltrepo Mantovano, Modena 1992; AA.VV. La Chiesa dell'Immacolata a Suzzara, Suzzara 1995.