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Anteprima Museo
Situla di Gotofredo (copia)
Avorio lavorato
XIX-XX sec.
cm 15,5 (manico: 8) x 13 (diametro massimo)
A forma cilindrica, un po' rastremata, privo del fondo e dotato di un manico eburneo, il secchiello presenta entro cinque arcatelle a tutto sesto, rette da colonnine lisce, la raffigurazione di Maria e il Bambino in trono, affiancati da due angeli tenenti un turibolo e un secchiello lustrale, con quelle dei Quattro Evangelisti intenti a scrivere il Vangelo. Al di sotto dei personaggi corre un fregio a meandro, mentre al di sopra è visibile una vigorosa decorazione a elementi vegetali ripetuti e un'iscrizione; altre iscrizioni sono visibili sulle arcatelle. Il manico è composto da due mostri serpiformi azzannanti una testa umana, che si inseriscono in due protomi leonine, anch'esse d'avorio. Si tratta della moderna copia della celeberrima Situla di Gotofrefo (Milano, Tesoro del Duomo), realizzata a Milano intorno al 979, raffinato esempio di suppellettile per la liturgia della benedizione, ricavato da un unico pezzo d'avorio lavorato al tornio (misura: 18,8x12), munito di un manico d'argento rifinito a niello e ageminato. Come chiarisce la scritta dedicatoria intagliata sul bordo superiore dell'esemplare medievale (in parte riprodotta anche su quello di Mantova), l'opera ("vas") fu commissionata dall'arcivescovo Gotofredo (che resse la cattedra milanese dal 974 al 979), in occasione della visita di un "veniente […] Cesare", presumibilmente da identificarsi nell'imperatore Ottone II (973-983). Il progetto iconografico illustrato dagli intagli è imperniato sulla figura del Cristo, fonte di vita eterna, rappresentato in posizione centrale in grembo a Maria, del quale gli Evangelisti diffondono la venuta, proseguendone la Gloria. Le iscrizioni poetiche sulle arcatelle verosimilmente si rifanno a un'antica fonte cristiana, quale il Carmen Paschale di Sedulio, i cui cinque libri di esametri esercitarono un durevole influsso sulle raffigurazioni altomedievali, ricorrendo spesso nella rappresentazione degli Evangelisti in età carolingia e ottoniana. La situla del Duomo di Milano, sicuramente eseguita nel capoluogo lombardo, centro di lavorazione dell'avorio sin dall'epoca tardo - antica, è da collocare entro una tipologia di oggetti dal preciso significato politico, generalmente realizzati in occasione della visita dell'imperatore, omaggiato nell'iscrizione o raffigurato in atto offerente o presentato a Cristo, oggetti concepiti come testimonianza della missione divina dell'imperatore, il tramite tra Dio e gli uomini, accolto nella città liturgicamente, come il Cristo che egli rappresenta sulla terra. La nota situla di Milano fu più volte copiata nel corso del tempo: un esemplare (in bronzo), datato 1670, è conservato in Museo (Venturelli, in "OADI", 2011).
Paola Venturelli
Riferimenti Bibliografici: P. Venturelli, Situla di Gotofredo, in Restituzioni. Tesori d'arte restaurati, a cura di A. Cecchi, catalogo della mostra, Firenze - Vicenza 2011, pp. 118-123; Mons. Roberto Brunelli, Il Museo Francesco Gonzaga di Mantova. Guida alla visita, Mantova 2011, p. 71; P. Venturelli, La situla di Gotofredo e le sue copie: avorio e metallo, in "OADI", 2011.